Frequenta le scuole fino alla III Media dopodiché si dedica completamente alla sua vera passione, l'Arte. A 14 anni ottiene il suo primo contratto, al "Ciack" di Roma, per 500 lire al giorno.
Nel 1965, s'inaugura a Roma, un locale che diventerà "storico", il "Piper Club". E' lì che Renato, comincia a frequentare le persone dello spettacolo che possono tangibilmente aiutarlo: Federico Fellini, Don Lurio, Gianni Boncompagni, Renzo Arbore, Rita Pavone, Patty Pravo (soprannominata "la ragazza del Piper"), Fabrizio Zampa, Gianni Minà e, quelle che diventeranno le amiche del cuore, Loredana Bertè e Mimì Bertè (successivamente diventerà semplicemente Mia Martini).
Sempre in questo periodo partecipa come figurante alla trasmissione radiofonica "Bandiera Gialla" condotta da Renzo Arbore e Gianni Boncompagni.
Nel 1967 ottiene, finalmente, la possibilità di incidere un 45 giri con la complicità di Gianni Boncompagni, conosciuto al "Piper Club" in una delle tante serate vissute in compagnia, e conterrà due brani d'atmosfera tipicamente d'epoca: Non basta sai/In mezzo ai guai.
Il risultato fu deludente, ma, il giovane Renato, non si arrese e andò avanti per la sua strada.
Ottiene, dopo regolare corso, l'Attestato come Operatore Cinematografico e partecipa ad un Corso di Danza organizzato da Renato Greco.
Nel 1968 partecipa, come comparsa, al film "La bambolona".
Il 1969 è l'anno dei "Collettoni" e delle "Collettine" di Rita Pavone, un gruppo di ballo per la trasmissione trasmessa dalla RAI, "Stasera Rita", Renato farà parte, appunto, del gruppo di ballo scelto dal Coreografo Don Lurio.
Partecipa, come figurante, alla trasmissione radiofonica "Per voi Giovani", condotta da Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, e, sempre in questo periodo, Renato sbarca a Cinecittà per una comparsa nel film, diretto dal Maestro Federico Fellini, "Satyricon".
Il 1970 è l'anno di "Hair", versione italiana del Musical Statunitense. Al progetto, oltre a Renato, aderiscono giovani di belle speranze quali Teo Teocoli e Ronnie Jones. Andrà in scena al Teatro Sistina di Roma.
Nel 1971 Renato appare come comparsa nel film "Roma" (ancora una volta con il grande regista, Federico Fellini)
Nel 1972 appare come comparsa nel film "La mala ordina".
Dopo aver firmato un contratto senza restrizioni con la casa discografica RCA, con sede in Roma, alla fine del 1972, Renato entra subito in studio di registrazione con l'intenzione di realizzare un LP con un filo conduttore che legasse i brani l'uno con l'altro. Alle prime conclusioni ebbe la sensazione di confondersi con altri cantautori. Decise di cambiare l'atmosfera. I tempi si allungavano ma, oltre a non perdersi d'animo, si caricava sempre di più. L'importanza del suo primo lp lo rendeva molto critico ed in ogni caso non era soddisfatto dei risultati ottenuti. Sentì allora il bisogno di registrare dal vivo, su un palcoscenico aveva fatto anni d'esperienze. Si sentiva a suo agio e sicuro di sé.
Cercò minuziosamente uno spazio adeguato e, dopo profonda meditazione, scelse un locale nel cuore di Roma, il glorioso Folkstudio dove si era esibito anche Bob Dylan. Non gradì molto la situazione e volle organizzare subito una presentazione in un altro locale. Scelse immediatamente il Teatro Centrale e volle registrare direttamente lì il suo primo album. Fu invitata una folta schiera di addetti ai lavori, compreso Eddy Ponti che salì sul palco e lo presentò.
E' il 1973, e nasce l'album dal vivo "NO MAMMA NO".
Quell'apparizione, dai critici, fu segnalata come un tentativo di imitare personaggi stranieri. Renato ne rimase sgomento. Dopo anni di lavoro sotterraneo non accettava la definizione di "Copione".
Quel ruolo era stato sempre suo, prima della nascita del personaggio "Bowie", e a nulla valsero le sue rimostranze, fu lo stesso etichettato una "copia". Anche alla RCA si sentiva questo peso, lo stesso Bowie era un loro artista.
Iniziarono obbligatoriamente le prime incomprensioni tra Renato e la RCA, per il mancato supporto economico (che la casa aveva promesso) destinato alla produzione di spettacoli dal vivo, importanti anche per la promozione del disco.
Renato sapeva che esprimere davanti al pubblico il significato di un'opera musicale portava ad essere compreso ed apprezzato e, per questo motivo, era pronto ad un'estenuante tournée nonostante la RCA continuasse a definire il disco "poco coinvolgente" e non voleva rischiare.
Nel 1974, Renato aveva già preparato un altro lp ed era pronto ad inciderlo, ma discografici non erano ancora molto convinti. Renato preparò personalmente un comunicato stampache recitava cosi:
"Renato Fiacchini, nato a Roma il 30 Settembre 1950, sarebbe stato un ottimo impiegato della SIP, se non fosse stata la sua eccentricità ed il suo estro a ricordargli che il suo posto era sul palcoscenico.
Ha dovuto lottare per imporsi contro il mondo che voleva fare di lui oggetto di studio e di ricerca. Oggi il mondo sa di avere a che fare con un artista che canta la sua vita e quella degli altri…".
Questa dichiarazione fu presa con ironia dai critici che non gradivano una figura di cantante intellettuale indipendente e ciò fece infuriare Renato che rispose:
"Dall'incertezza di non arrivare ad essere capito alla sicurezza di un contatto vero con il pubblico, con il mondo e con me stesso. Sotto i lustrini di questo personaggio prende forza un'anima che spero ardentemente arrivi fino a voi".
Per Renato le maschere ed il trasformismo hanno il significato di rappresentare l'uomo, l'individuo che si maschera dietro qualcosa, per mettere in evidenza i "mali" della società.
Nasce così "INVENZIONI" con brani dai testi un po’ forti per il periodo in cui viene pubblicato: "Qualcuno mi renda l'anima", "L'evento", "Tu che sei mio fratello", "Depresso", sono sintomatici di argomenti e situazioni che in alcuni casi, Renato ha addirittura anticipato.
Arriva
il 1976 e finalmente Renato riesce ad ottenere dalla sua casa discografica
(la RCA), le basi musicali delle sue canzoni. E' fondamentale per l'Artista
andare incontro alla gente, esibirsi, solo così può far conoscere
il suo "mondo". Prepara contemporaneamente un nuovo album e la sua prima
tournée, entrambi con uno stesso filo conduttore: il "TRAPEZIO".
Renato
stesso spiega il senso del suo nuovo lavoro: "Trapezio, non è altro
che la rappresentazione di una Broadway fallimentare, in decadenza, dove
tutti i personaggi alla fine dello spettacolo si scoprono meno artisti
ma più esseri umani, forse anche perché sconfitti. In generale
il trapezio è il circo, la scena della vita. Per un acrobata il
momento più importante della serata è quando lascia la piattaforma,
stacca i piedi dalla terraferma e si lancia nel vuoto. Se afferrerà
il trapezio sarà un vincitore, un realizzato, in caso contrario…
E' una scelta che dura una frazione di secondo e proprio per questo è
fondamentale. Questo succede anche nella vita quotidiana, prima o poi a
tutte le persone si presenterà l'occasione di lanciarsi nel vuoto,
ma quante lo faranno?!? Quante avranno il coraggio sufficiente?!? I realizzati,
gli espressi fino in fondo, per me sono coloro che si sono tuffati nel
vuoto, che hanno rischiato. "Hanno arrestato Paperino" cioè la salvezza
della nostra antica giovinezza, che è stata messa in galera per
spaccio e detenzione, oppure "Il caos" che prende in considerazione l'incomunicabilità
tra le persone. Per me le cose sarebbero molto più semplici se si
uscisse in venti e non in due, mano nella mano, oppure soltanto con l'amico
d'infanzia. La canzone che più mi appartiene è senza dubbio
"Salvami" ed è dedicata a tutte le persone che battono la strada
tutta la vita alla ricerca di un io. Per me la strada è la casa
più bella che un uomo possa avere. Inoltre per dare un senso di
continuità alla mia storia ci sono tre miei pezzi più vecchi:
"Metrò", "Inventi" e "No! Mamma no!". Per la prima volta entra in
classifica, nella Hit Parade dei dischi più venduti, il suo 45 giri
"Madame/Un uomo da bruciare", sale fino alla 15esima posizione.
Ultima
comparsata cinematografica, sempre con il Maestro Fellini, nel film "Casanova".
Sempre di questo periodo è la presenza nella trasmissione RAI "Zero & Company".
E' il 1977 e Renato si rimette al lavoro. La sua popolarità è aumentata vertiginosamente in un solo anno, l'artista si sente responsabilizzato e sa che non può fallire…
Il suo cervello vulcanico partorisce "ZEROFOBIA", e sarà la sua fortuna. Quando il disco viene dato alle stampe, l'accoglienza del pubblico è praticamente identica al precedente lavoro, cioè tiepida. La molla trascinante sarà il successivo spettacolo che prende lo stesso titolo dell'album, uno show con un tema ben identificato, quello di vivisezionare la nostra società, farla passare ai raggi X affrontando le figure base che accompagnano la nostra vita: il padre e la madre prima, l'amante poi, e per molti di noi la psicoanalisi, un "fenomeno" dei nostri tempi, ma allo stesso tempo, rappresentato come un grosso bluff.
Il disco avrà un grosso successo di vendite, così come il 45 giri contenente "Mi vendo" e Morire qui". Il "fenomeno" è scoppiato e la popolarità aumenta a sempre più.
Arriva il 1978 e Renato riunisce il suo staff di sempre: ha deciso di produrre da solo i suoi dischi. Crea la "Edizioni Musicali Zeromania Music" ed una nuova etichetta: "Zerolandia", distribuita dalla casa discografica RCA. Dopo l'album precedente, il pubblico si aspetta sempre di più e l'artista pubblica "ZEROLANDIA", una sorta di viaggio senza passaporto, nella terra senza tempo e senza certezza. Brani come "La favola mia", "Sogni di latta", "Triangolo", "Sesso o esse", "Sbattiamoci", "Una guerra senza eroi", "Uomo no!", diventano immediatamente dei veri e propri "cult" ed il 45 giri balza subito ai vertici della Hit Parade, così come l'album, ormai è successo pieno.
Il 1979 è l'anno della definitiva consacrazione. Nel mese di febbraio esce il suo primo (e finora unico) film da protagonista, intitolato "Ciao Nì!". E' un successo di pubblico incredibile, supererà negli incassi addirittura il kolossal americano "Superman"! Affitta un tendone dai circensi Togni e lo chiama "Zerolandia".
Pubblica un nuovo lavoro discografico intitolato "EROZERO", logica conseguenza del precedente. Il suo 45 giri contenente "Il carrozzone/Baratto" così come l'album stesso, arriveranno al primo posto in classifica dove rimarranno per ben otto settimane. A settembre vincerà la Gondola D'Oro grazie alle vendite del suo singolo.
E' il
1980, e nel mese di maggio l'artista raduna i suoi collaboratori di sempre
(Evangelisti, Conrado, Caviri, Cini, Pintucci) ed entra in sala d'incisione.
I brani escono da soli tanto che Renato sarà costretto a pubblicare
un doppio album, acquistabile anche singolarmente. Il disco, il cui titolo
è "TREGUA", è dedicato al padre Domenico. Il 45 giri contenente
"Amico"/Amore si, amore no!" arriva immediatamente al primo posto in classifica
(ci resterà per ben dieci settimane) così come l'intero lavoro
(dieci settimane anch'esso al numero 1). E' un album ricco di canzoni trascinanti
oltre la "classifica" come "Guai", "Niente trucco stasera", "Non sparare",
"Svegliati", "Fortuna", "Potrebbe essere Dio". Il 13
luglio del 1980 la Rai trasmette uno special, tratto dal tour
"Senza tregua" dal titolo"3...2...1... Zero", nel programma
Il 1981
presenta un Renato ricco di sorprese e di trovate. A marzo pubblica il
doppio live "ICARO", contenente due brani inediti."Chi più chi meno"
e "Più sù", oltre al meglio della sua produzione, rigorosamente
dal vivo e a cui fa seguito un altro programma che la Rai trasmette dal
titolo "Viaggio a Zerolandia", uno special su un concerto tenuto da Zero
a Torino per la regia di Valerio Lazarov. E' un successo senza precedenti
per un disco "live", arriva addirittura al primo posto in classifica.
In estate,
senza nessun preavviso, Renato pubblica un 45 giri con una canzone inedita
"GALEOTTO FU IL CANOTTO" e sull'altro lato, l'ormai famosissima "Più
sù". Subito dopo l'estate, l'artista raduna il suo staff (Conrado,
Evangelisti, Baldan Bembo, Pintucci, manca il grande Ruggero Cini, perché
prematuramente scomparso) e prepara il nuovo lavoro discografico. La sua
intenzione è quella di rappresentare gli opposti: il bianco e il
nero, il bene e il male, il polo sud e il polo nord. Tra ottobre e novembre
Renato entra in sala di registrazione e il 1° Dicembre presenta uno
dei più bei dischi di tutta la sua produzione, "ARTIDE & ANTARTIDE",
grazie al quale vincerà il premio per il Disco più venduto
dell'anno, (un milione di copie vendute). L'album contiene canzoni ancora
oggi considerate dei capisaldi della sua produzione. "Ed io ti seguirò",
"Marciapiedi", "Non passerà", "Sterili", "Padre Nostro", "Il jolly",
"Gente", "Stranieri".
Nel 1982
partecipa come ospite fisso con un suo spazio autogestito, alla trasmissione
di Rai1 abbinata alla Lotteria Italia, "Fantastico3", dove presenterà
brani storici del suo repertorio, intervallati con altri della nuova produzione,
raccolta nel doppio album "VIA TAGLIAMENTO 1965 - 1970".
Il disco
è un tributo al periodo del "Piper" ed arriva subito al primo posto
in classifica dove resterà per ben 8 settimane consecutive. Il nuovo
lavoro discografico sarà presentato proprio al "Piper Club" e furono
invitati i frequentatori dell'epoca. Le canzoni che più rappresentative
di quel magico periodo sono: "Piper club", "Che bella libertà",
"Resisti", "Ragazzo senza fortuna", "Angeli", "Ci tira la Vita", "Soldi"
(sigla finale di Fantastico3), "Viva la RAI" (sigla del suo spazio nell'ambito
della trasmissione Fantastico3), "Ancora fuoco".
Presenta
in Radio (RAI), la trasmissione "Zerolandia Fermoposta", il cui successo
porterà alla luce altre due edizioni: "Zerolandia Fermoposta ci
riprova" e nel 1983, "Zerolandia" "Fermoposta in StereoZero".
Il 1983
è l'anno del Q - Disc estivo "CALORE". Renato, per ringraziare il
suo pubblico (i dischi, purtroppo sono molto cari e Renato ha pubblicato
in 3 anni 4 album doppi di levatura eccelsa), esegue questo lavoro discografico
che avrà un notevole gradimento (resterà 6 settimane consecutive
al primo posto). Sulle "SPIAGGE", la "VOGLIA" di "NAVIGARE", con "FANTASIA".
Il 1984
ci presenta un Renato pieno di grinta e di rabbia per la chiusura del tendone
Zerolandia.
Prepara
un disco come se fosse un film: un "concept - album" dove mette in risalto
un artista che, nonostante tutto non vuole mollare e che esige il suo spazio
dopo anni di dura gavetta.
Per presentare
il nuovo lavoro discografico, organizza una conferenza stampa allo Zoo
di Roma e per ribadire la sua rabbia, si presenta indossando una pelle
da leone con tanto di pigmei al seguito. La provocazione ottiene il suo
scopo e il disco sale subito al primo posto in classifica. Da ricordare
"Da uomo a uomo", "Per non essere così" e "Giorni" ed il titolo
non poteva che essere "LEONI SI NASCE". Per questo lavoro discografico
egli si avvale di collaboratori d'eccezione, oltre a grandi musicisti,
anche di un'orchestra sinfonica diretta dal Maestro Renato Serio.
Poco
prima di Natale, registra in diretta un album composto da vecchi successi
completamente riarrangiati dal Maestro Renato Serio ed eseguiti da un'orchestra
composta da 25 elementi (la stessa del tour). Nell'album, il cui titolo
è "IDENTIKIT ZERO", sono compresi anche due brani inediti: "La gente
come noi" e "Io qui".
Nel 1986
l'artista abbandona i costumi variopinti per presentarsi in una veste più
sobria. E' l'anno di "SOGGETTI SMARRITI", un lavoro discografico che ci
presenta una nuova era di Renato Zero. L'album vincerà il disco
d'oro per centomila copie vendute. Da ricordare brani come: "Infiniti treni",
"Fantasmi", "Ostinato amore", "Problemi".
Nel 1987
organizza una conferenza stampa per presentare il nuovo lavoro discografico
intitolato, opportunamente, "ZERO", dove mostra il suo vero volto senza
trucchi e senza inganni. I suoni, gli arrangiamenti, i testi, sono chiaramente
traducibili in un unico comune denominatore: la maturità artistica
di un "teatrante" dello spettacolo, che va alla ricerca di nuove collaborazioni
per crescere e maturare di più.
Il disco
è stato mixato al "Puk Studio" in Danimarca e il suo staff è
quello di sempre, con l'aggiunta di Troiani e Lakatos per i brani, rispettivamente,
"Ho dato", "Telecomando", "Artisti".
Da ricordare
brani come "Siamo eroi", "Calendario", "Promessa", "Più o meno".
Il 1989
è l'anno della svolta ed ecco, quindi, il viaggio in Inghilterra,
alla ricerca di suoni nuovi e nuove ispirazioni. L'incontro con il grandissimo
Geoff Westley sarà molto importante per l'artista, che inoltre conoscerà
e collaborerà con l'altrettanto grande Phil Palmer (già collaboratore
di Paul Mc Cartney). Il risultato è un album ricco di suoni e di
sfaccettature. Il titolo del lavoro discografico è "VOYEUR"; uno
sguardo sul mondo; un atto d'accusa feroce sul problema dell'incomunicabilità
dei giovani rampanti e su tutto ciò che non va nei comportamenti
umani.
Il disco
viene registrato e mixato al "Parsifal Studio" di Londra e le canzoni da
segnalare sono "Il canto di Esmeralda", "Voyeur", "I nuovi santi", "Accade",
"Talento", "Rose", "Ha tanti cieli la luna".
Nel 1991
Renato Zero partecipa per la prima volta al Festival di San Remo, con una
canzone scritta per l'occasione da Mariella Nava dal titolo "Spalle al
muro". La sua esibizione, così come il significato del brano, ricevono
un lunghissimo applauso con tutto il pubblico in piedi. Non vincerà
il Festival, ma fu il vero trionfatore di quella edizione.
Il disco
live "PROMETEO", contenente il brano sanremese, nonché un altro
brano inedito scritto da Renato nel 1965, "L'equilibrista", ha venduto
250 mila copie ed ha raggiunto la terza posizione nella Hit Parade. L'incisione
di "Spalle al muro" fu eseguita dalla Royal Philarmonic Orchestra di Londra,
diretta e arrangiata dal grande Geoff Westley.
Per Natale
pubblica una raccolta di inediti, scritti tra il 1977 e il 1990, di cui
alcuni riveduti e corretti e s'intitola "LA COSCIENZA DI ZERO". Da ricordare
i brani "Regalati una sera", "Più insieme".
Nel 1992
accetta di tornare in Televisione per presentare, in compagnia di Giancarlo
Magalli
e Barbara De Rossi, la Trasmissione della RAI, "1, 2, 3, RAI…Riva Del Garda"
e con l'occasione, annuncia, per la prima volta, il progetto Fonòpoli.
Il 1993,
il suo nuovo lavoro discografico si intitola "QUANDO NON SEI PIÙ
DI NESSUNO". Partecipa ancora una volta al Festival di San Remo, presentando
il brano, "Ave Maria", ed alla fine della sua esibizione, tutto il pubblico,
in piedi, gli attribuì un applauso di dieci minuti.
Per questo
lavoro ha convocato musicisti stranieri che hanno suonato con i grandi
del rock e del blues, Centofanti, il Maestro Serio, l'Orchestra Sinfonica
ed il Coro dell'Unione Musicisti di Roma.
I testi
dei brani contenuti nell'album sono tutti scritti da Renato, fatta eccezione
per "Figli della guerra" e "Casal De' Pazzi" (liberamente tratto dagli
scritti di P.P. Pasolini), per i quali ha chiesto la collaborazione di
Franca Evangelisti. Le musiche, sono state scritte ed arrangiate dal Maestro
Serio e da Dario Baldan Bembo
Contemporaneamente
incide un mini CD, "PASSAPORTO PER FONOPOLI" (contenente un calendario
disegnato da Giovanni Barca e la Tessera dell'Associazione Culturale Fonòpoli),
i cui proventi sono interamente destinati, appunto, a Fonòpoli.
Il CD in questione contiene 3 brani inediti ("Me ne fotto", "I ragazzi
nella pioggia" e "Giorni senza storia") più "Ave Maria", già
inclusa nell'album.
Il 1994
è l'anno de "L'IMPERFETTO". Il disco viene registrato e mixato,
presso lo "Studio Fonòpoli" di Roma con la partecipazione di 13
musicisti, e di coristi del calibro dei Baraonna, Augusto Giardino e Pasquale
Schembri.
Tutto
il disco è di grande spessore a livello di testi, musica e arrangiamenti,
con sonorità rock. Sempre dello stesso anno è la partecipazione
di Renato alla Colonna Sonora del film di Tim Burton "NIGHTMARE BEFORE
CHRISTMAS". Le canzoni in cui è presente l'Artista sono "Re del
blu", re del mai", "Cos'è", "Assemblea cittadina", "L'ossessione
di Jack", "Far Natale", "Povero Jack" e "Finale/Reprise". Inoltre presta
la voce al personaggio Jack Skeletron nei dialoghi.
Nel 1995
pubblica il CD, omaggio per i 30 anni di carriera, "SULLE TRACCE DELL'IMPERFETTO".
A questo lavoro parteciperà l'Orchestra dell'Accademia Musicale
Italiana diretta e arrangiata dal Maestro Renato Serio, oltre che i musicisti
della ritmica (i collaboratori usuali di Renato). Il disco contiene il
brano "I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA", titolo che sarà usato,
inoltre, per presentare il Cofanetto natalizio contenente i due album "L'imperfetto"
e "Sulle tracce dell'imperfetto".
Il 1998
Renato pubblica il lavoro discografico che risulterà il "disco dell'Anno"
e l'Album più venduto nel 1998 (un milione e duecentomila copie)
dal titolo "AMORE DOPO AMORE".
L'Album
è stato realizzato da Renato Zero e prodotto da Stefano Senesi,
Phil Palmer, Stephen W. Tayler e Renato Serio, con i musicisti dell'Orchestra
Aurora, arrangiata e diretta dal Maestro Renato Serio e con i musicisti
della ritmica.
Nel 1999,
Renato pubblica l'album live "AMORE DOPO AMORE, TOUR DOPO TOUR", registrato
a Milano, al FilaForum di Assago, il 20 Ottobre 1998 da Franco Finetti.
I 5 brani inediti, sono stati registrati presso lo Studio Fonopòli
di Roma: "Si sta facendo notte", "Che strano gioco è", "Al buio",
"Il circo" e "Il coraggio delle idee".
Nel 2000,
finalmente, ha uno spazio tutto suo in televisione. La RAI, dopo i successi
dei programmi di Morandi e Celentano, gli offre la possibilità di
realizzare una trasmissione in quattro puntate, più una 5 puntata
speciale con "Il meglio di…". Renato accetta l'invito e così nasce
"Tutti gli Zeri del mondo", viaggio ideale a bordo della "Zeronave", attraverso
la sua arte, la sua musica, il suo essere teatrante.
Il 26
maggio 2000, viene pubblicato il nuovo CD di Renato, una sorta di raccolta
con 5 brani inediti "Il pelo sul cuore" "Le mie donne", "Quello che non
ho detto", "La voce mia" e "Via dei martiri", più una raccolta di
omaggi ad alcuni grandi della canzone italiana e non: Luigi Tenco (Vedrai,
vedrai/ Lontano lontano), Fabrizio De André (La canzone di Marinella),
Lucio Battisti (Anche per te), Umberto Bindi (Il mio mondo/Il nostro concerto/La
musica è finita), Charles Aznavour (L'istrione) e Domenico Modugno
(Tu sì na cosa grande). L'album contiene anche la sigla d'apertura
della trasmissione (L'imbarco), e quella di chiusura, in duetto con MINA
(Tutti gli zeri del mondo). Il titolo di questa nuova opera è "TUTTI
GLI ZERI DEL MONDO".
Il 30
maggio partecipa alla trasmissione televisiva su Canale 5 "Festivalbar",
a Napoli, e presenta il brano "Via dei martiri"
Il 20
giugno ripartecipa al "Festivalbar", a Firenze, sempre con "Via dei martiri".
A giugno
va in tv il videoclip del brano "Via dei martiri" e sempre a giugno partecipa,
su Canale 5, in diretta dallo Stadio Olimpico, alla trasmissione "A me
gli occhi".
VARIETY.